Isola di Brac, Croazia |
Il veleggio nel canale davanti Zlatni rat a Bol; il windsurfing dal monte
Vid; la caccia nelle zone superiori dell’isola; le escursioni alpine nella
Grotta del Dragone e nel deserto glagolitico Blaca; le passeggiate da Splitska
alle cave antiche di Skrip, lungo gli uliveti conservati magnificamente; il
veleggio da una all’altra insenatura; la possibilità di andare a fare il bagno
nelle bellissime spiagge sia quelle rocciose sia quelle di sabbia; le vacanze
negli appartamenti e nelle case di riposo, il sicuro ancorare in una delle
insenature profonde (Milna, Bobovisca, Pucisca); scattare
delle foto dei fenomeni carsici in tutte le parti dell'isola; rilassandosi in
una delle trattorie familiari o quelle pastorali all'interno dell'isola godendo
di tranquillità e di diversi prodotti come il famoso formaggio di Brac, la
carne d'agnello, il pesce, l'acquavite o i
vini locali come il famoso Plavac - tutto questo rimane nella nostra
memoria come un'immagine incancellabile portata da questa isola molto speciale,
l'isola di Brac.
Si crede che il suo
nome, antico e illirico, proviene dal fatto che l'isola di Brac era
conosciuta per le capre, a quel tempo
animale rituale, allevate dagli abitanti locali. Secondo una tradizione antica Antenor, l’eroe troiano (il leggendario
fondatore di Padova e dell’isola di Korcula) dopo la caduta di Troia, arrivò
dalla grecia Ambracia all’isola di Brac. Insieme a lui venne il pastore Brah,
l’agricoltore Silen e il marinaio Elaf. La vita è stata basata sull’allevamento
del bestiame, sulla viticoltura e sull’industria della pesca e delle olive.
Alla fine del XVIII secolo, l’isola conteneva più di 500.000 ettari di ulivi e
alla fine del XIX più di 12.000 ettari di
vigneti. Però le malattie
della vite, filossera e pernespera, che ammalarono i vigneti dalmatici e la
prima guerra mondiale hanno costretto gli Brazzani a lasciare la loro isola e a
immigrare in Australia e negli Stati
Uniti d'America. Nel primo rinascimento sono state riaperte
le antiche cave di pietra vicino a Pucisca dove venivano formate tutte le
dinastie degli scalpellini dal periodo rinascimentale e barocco fino ad
oggi. In queste cave di pietre accanto a
Juraj Dalmatinac, Nikola Firentinac e Andrija Alesi ci scalpellavano decine
di altri scalpellini. Questa pietra valente ha reso possibile eccellenti
costruzioni che hanno arricchito il periodo romanico, il rinascimento e il
barocco, ma anche il XIX secolo, un periodo molto vigoroso per i Brazzani.
Questo secolo era caratterizzato da tendenze, realizzate meglio proprio su
quest'isola, di abbellire l'architettura degli edifici con muratura anche nelle
abitazioni più modeste. Nel XX secolo il marmo curzolano è stato usato per
costruzioni prestigiose come il parlamento di Budapest, quello traurino per il
Reichstag di Berlino, e la pietra brazzana è stata utilizzata all'interno della Casa Bianca a Washington.Oggi l'isola di Brac-
sta cercando di farsi strada e il suo sviluppo è orientato per lo più sul
turismo grazie anche al contributo dell'isola
intera con il suo paesaggio pieno di varietà e ai suoi abitanti, possibilmente
un popolo più costruttivo, più diligente e più economo. Grazie a tutto questo,
l'isola è diventata una zona unica, storico-culurale e naturale.
Vi invitiamo a
conoscere insieme a noi il fascino di quell’isola unica, con la sua natura intatta e la ricca
eredità culturale e storica. |





















